Cosa si intende per Abbondanza

26.03.2014

Attraverso questo post voglio farti comprendere prima di tutto che “abbondanza” non significa “prosperità”, o meglio non significa essere ricchi, pieni di banconote nel conto corrente, significa ben altro e viene molto prima di qualsiasi altra cosa, anche delle tue qualità quali medianiche o altro.

In pratica l’abbondanza è “assenza di sensi di colpa”, mi spiego. Immagina solo per un attimo di entrare nel linguaggio più sottile dell’inconscio, lì come avrai avuto modo di leggere negli altri miei post esistono delle “meccaniche” tali dove tutto risulta perfettamente in equilibrio.

La paura numero uno di un umano, a livello biologico è quella di morire, immagina un cucciolo che cerca la mamma e non la trova, noi viviamo quest’emozione in ogni istante della nostra vita, ci siamo dentro anche se non ce ne rendiamo conto.

A questo tipo di emozione si associa il nostro ritenerci poco perfetti per essere sempre salvati dal branco in questo caso la famiglia. Parlo in senso metaforico, ma per chi mastica questi argomenti sa che a livello sottile la situazione non è poi così tanto diversa.

L’idea quindi di essere imperfetti struttura nel tempo il nostro non riuscire a soddisfare le aspettative del branco stesso, perché poi il branco dovrebbe lasciarci da soli? per branco ripeto intendo la famiglia che in questo caso è formata esclusivamente da madre, padre ed il soggetto in questione (viene chiamata triade).

Questa imperfezione alimenta così un altro mondo, il sentirsi in colpa di non soddisfare le aspettative altrui, cosa che dimentichiamo completamente nel corso del tempo, ma che viene in luce specialmente nei momenti in cui non riusciamo nei nostri intenti con il nostro partner o i nostri figli, ci sentiamo come insufficienti.

Ora un esempio che faccio spesso durante i miei seminari: immagina che tua nonna cinquant’anni fa sia tornata a casa dopo aver tradito il marito, è ovvio che questo potenziale “segreto” la portava nella paura di non poter appartenere più alla famiglia o comunque al credo famigliare. Questo legame che si spezza pur viaggiando in un mondo apparentemente nascosto (segreto) crea una sorte di bilancia: senso di colpa del non essere stata perfetta/bisogno di espiare la colpa.

Potrebbero sembrare parole di stampo tipicamente cattolico, ma non è così, sono dati di fatto e chi come me ha osservato le dinamiche sottili sa che sono proprio queste a creare gli eventi difficili a se stessi ed alle future generazioni (per approfondire vedi costellazioni famigliari).

In pratica l’inconscio dice: vuoi poter continuare ad appartenere al branco (famiglia) e quindi evitare la morte? (l’inconscio ricordiamoci che ragiona sempre per estremi), nessun problema, ti creo o comunque ti attiro una situazione difficile affinché tu possa espiare la tua colpa.

Sappiamo che proprio di “colpa” non dovremmo parlare, ma ormai l’inconscio collettivo si è strutturato in migliaia e migliaia di anni facendoci seguire direttive ben precise, che ci piaccia oppure no.

Il mio consiglio è: ogni giorno quando ti alzi, osserva il livello di tensione del tuo addome e chiediti: quanto mi considero “meritevole” di vivere la gioia oggi? E ripeti almeno 3 volte “chiedo si neutralizzino tutti i sensi di colpa registrati dentro me, chiedo si trasmutino in energia d’amore”.

Prova a fare questo tutti i giorni e magari più volte al giorno nel tempo noterai che le cose cominciano a cambiare.

Non avere mai fretta, la fretta appartiene a chi non riesce a godere l’emozione del momento. Rimani sempre aggiornata/o sulle novità di Fabio Netzach, clicca qui.

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