Prenditi una sana abitudine

01.05.2014

Un esempio che faccio spesso per favorire l’Attivazione dei Talenti è quello di cominciare a guardare gli oggetti con occhi diversi, ma soprattutto di far partecipare tutto il corpo fino a portare i nostri sensi ad una gioia paragonabile a quella dell’orgasmo.

L’energia dell’orgasmo è molto simile a quella che prova un bambino quando si sente riconosciuto dai propri genitori, quando si sente al centro della loro attenzione. Questo stato di Beatitudine però nel tempo viene meno e gli oggetti stessi non ci offrono più la stessa gioia. Tutti abbiamo avuto modo di osservare come un bambino si emozioni di fronte a piccole cose, a piccolissimi oggetti apparentemente insignificanti, eppure è proprio lì la chiave che ci può offrire il cambiamento.

In pratica più diventiamo adulti più cominciamo a ritenere che il mondo fuori ci offra oltre che opportunità anche dei rischi ed è meglio stare sempre in agguato, “non si sa mai cosa può accadere in questa situazione…”. Il nostro cervello va a ripescare ogni piccola svalutazione, ogni giudizio vissuto in tenerissima età e li trasforma in “legge”.

Tutto questo nel corso del tempo va a strutturare la contrazione muscolare, detta più semplicemente “rigidità” nei confronti di situazioni difficili, e inizia così anche ad allontanarsi dal poter vivere con piacere il contatto con le persone e quindi con gli oggetti. Del resto se un quarantenne cominciasse a ridere e a giocare con grande intensità come farebbe un bambino la prima paura che gli sorgerebbe naturale sarebbe: “facendo così mi escludono” e questa paura a livello inconscio significherebbe morte, perché come ho già avuto modo di scrivere in altri post, la paura più forte che risiede in ogni nostra cellula è quella biologica che ci fa sentire impauriti quando siamo esclusi dal “branco”.

Dobbiamo allora capire come agire in modo inverso in modo che il nostro inconscio cominci a riconoscere varianti migliori trasmutando ciò che risulta scomodo. Scegli ogni giorno a tua scelta una stanza (può essere anche sempre la stessa), oppure un paesaggio, e comincia a sfiorare ogni cosa prima con lo sguardo percependo il suono che fa da contorno, per poi procedere con il tocco, il gusto. Tutto il corpo deve poter partecipare a questa danza, esattamente come faceva il bambino, o meglio come facevi tu quando eri bambino.

«In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso».  Rimani sempre aggiornata/o sulle novità di Fabio Netzach, clicca qui.

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