Perché lui non mi ama?

15.05.2014

E’ una domanda che sento spesso dire dalle persone che mi chiedono una mano durante i miei corsi, e la risposta è sempre la stessa: “Non è lui a non volere te, sei tu che non credi di poterlo avere!”

Ti sembrerà assurdo, ma il nostre cervello ha un modo di reagire completamente diverso da come noi la pensiamo.

Ad ogni nostro desiderio corrisponde un’energia della stessa portata di “non posso permettermelo”.

Potrei anche rispondere in un modo diverso effettivamente ed il risultato non cambierebbe: “Quanto ti permetti di vivere una storia sentimentale con quell’uomo?” in realtà è diventata una domanda, ma è intrinseca la risposta, noi umani non riusciamo ad attirare ciò che sta tra le nostre aspettative perché abbiamo registrato dei sensi di colpa che dicono: “devi espiarmi”.

L’espiazione è alla base della struttura di tutti gli eventi.
Ereditiamo sempre sensi di colpa dai nostri avi, immagina solo per un momento il senso di colpa che poteva aver provato la nonna tradendo il nonno, anche solo con il pensiero, semplicemente perché la sua cultura non le permetteva di fare grandi cambiamenti, o semplicemente perché durante l’infanzia le erano state pronunciate frasi che lei ha ritenuto che richiedessero la perfezione.

Se ti consideri una persona “perfezionista” il problema alla base è sempre “memoria di senso di colpa nella genealogia”, in pratica ogni volta che temi di fare qualcosa di sbagliato temi in profondità di “sporcarti”.

Quindi cosa fare?

Comincia prima di tutto a chiederti: “perché non ottengo ciò che più desidero?” non darti risposte specifiche, il tuo inconscio ti permette anche di essere generico, ma ripetiti sempre che tutti i sensi di colpa della tua genealogia si neutralizzino. E’ una richiesta che hai per diritto, non sei nato o nata con il dovere di espiare, sei semplicemente dentro ad una realtà in cui ti hanno convinto che se non soffri non puoi raggiungere il paradiso, in sostanza essere accettata/o e riconosciuta/o.

Ogni volta che il tuo inconscio riceve informazioni dall’esterno per le quali temi che qualcuno ti faccia notare qualcosa che stai facendo in modo errato, va a risvegliare in automatico tutte le memorie più antiche, fino a convincerti che se indaghi troppo verrai considerato “folle” e quindi meriterai l’abbandono. Rimani sempre aggiornata/o sulle novità di Fabio Netzach, clicca qui.

 

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