Come rendersi indispensabili nel lavoro

09.04.2014

Questo post è interessante non solo per chi lavora in proprio o alle dipendenze di un’azienda, ma anche a chi desidera ricevere gratificazioni in qualsiasi ambito.

Dire “lo faccio senza ricercare gratificazioni” è poco umano se mi è permesso, perché la ricerca di una gratificazione è normalissima e a livello inconscio permette di ricevere il giusto merito.

Quindi suggerisco sempre “datti il merito!”.Cosa intendo per “indispensabili”? l’essere riconosciuti nel proprio lavoro.

A livello sottile rispetto a quella che è la memoria più antica depositata nel nostro cervello, il bisogno più grande è quello di poter vivere serenamente nel proprio ambiente che a livello biologico richiama “sempre” la vita nel “branco”.

Ho già avuto modo di scrivere in più post che questo bisogno è registrato in ogni nostra cellula e va semplicemente accettato, negarlo sarebbe assurdo, ma ognuno è libero di vederla come preferisce, del resto la verità assoluta non ce l’ha in mano nessuno.

Immagina ora una persona in un ufficio che per comodità chiameremo Tommaso, e con lui ii suoi collaboratori nonché il suo titolare. Tra queste persone esiste un rapporto visibile a livello conscio ed uno invece più nascosto che ha origini molto più vecchie di quanto possiamo pensare. Lasciamo da parte per ora i rapporti karmici, interessanti sicuramente, ma vorrei limitarmi piuttosto al nostro vissuto in questa vita.

Cosa ha portato Tommaso ad interrelazionarsi con il resto dei suoi collaboratori e i propri genitori? presenti o assenti che fossero.

Ti faccio un esempio più specifico, immagina che tra Tommaso ed il proprio titolare ci sia un rapporto pessimo, ad esempio svalutazioni continue ed umiliazioni.

In fondo Tommaso potrebbe andarsene, invece no, rimane lì con la giustificazione “ho bisogno di questo lavoro per mangiare non ne troverei altri”. In realtà Tommaso non si rende conto che vive le umiliazioni che viveva la propria madre e che il titolare rappresenta il proprio padre. Questo è ovviamente come ho scritto un esempio, tante potrebbero essere le dinamiche.

Un altro esempio è che Tommaso non viene valorizzato tanto quanto un suo collega, in pratica il titolare elogia “gli altri”, queste dinamiche sono presenti ovunque e richiamano il bisogno di Tommaso rispetto a quanto accaduto durante l’infanzia, di essere guardato, amato e riconosciuto dai propri genitori che sempre come ipotesi, guardavano di più il fratellino viste le condizioni di disagio che lui aveva perché per esempio nato da pochissimo, oppure il tutto può nascere dal ricordo di un nonno che ammalandosi richiama sempre l’attenzione che Tommaso voleva tutte per sè.

Queste dinamiche generano sempre situazioni quali ad esempio la gelosia, il tradimento subito e così via.

Se ti riconosci anche solo un pochino in queste dinamiche ti consiglio di osservare le situazioni che ti passano davanti agli occhi e di porti di fronte al tutto senza rabbia, senza rancore, prova a staccartene, come fosse una cosa completamente estranea a te: come un film.

Quando riesci a vedere il tutto in questo modo rilassando volontariamente l’addome e pensando a ben altro, l’attenzione verso la memoria originale (infanzia) perde peso e comincia a cambiare la tua vita.

All’inizio ti potrà sembrare un po’ difficile, ma tu dentro te comincerai a comprendere che la tenacia ti sarà di grande aiuto, fallo e datti il permesso. Rimani sempre aggiornata/o sulle novità di Fabio Netzach, clicca qui.

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